18 February 2018
15 September 2013
Send us your artwork regarding ART
Send us your artwork regarding ART
KUNSTWERKSTATT
Siebensterng. 16
A-1070 Wien
Austria
Send us your artwork regarding our theme: ART - ARTE - ARS
Technik / Technique: frei / free (photo, Collage, painting, drawing, etc...)
Maße / Size: max. ca. 20 x 30 cm...
Einsendeschluss / Deadline: 23. Nov. 2013 / Nov. 23rd. 2013
no fee - no jury - no return - documentation to all /
keine Jury - kein Rückversand - keine Gebühren
Alle Beiträge werden in unregelmäßigen Abständen auf dieser Seite dokumentiert.
Geplant ist auch eine Ausstellung in der KUNSTWERKSTATT.
All entries will be published here.
We intend an exhibition at KUNSTWERKSTATT in Vienna/Austria.
Durch die Teilnahme an diesem Projekt erklärst Du Dein Einverständnis mit der Veröffentlichung Deiner Arbeit.
Agreement is given by participation.
Versand an / Send to:
KUNSTWERKSTATT
c/o Jutta Wittmann
Siebensterngasse 16
1070 Vienna
Austria
13 January 2012
Works of Art
- Size Max.A4
- Exhibition in Aspectos Art gallery in December 2012
- Collection
- Send Curriculum Vitae please.
- Send the work to the Adress:
R.C.C. Costa
Av. Combatentes lt.
3 Abrunheira,
2710 Sintra,
Portugal
6 July 2009
arte postale terzo millannio
L’idea di partenza sulla quale poggiano le teorie mail, è la seguente: non esiste più l’artista, tutti hanno la possibilità e la capacità d’esprimersi creativamente e d’immettersi all’interno del circuito, la comunicazione è liberata e tendenzialmente indipendente dalle istituzioni, dalle mafie culturali o dalle censure capestro di critici e galleristi. Il medium postale scavalca ogni filtro culturale per aprirsi ad una comunicazione intima, gratuita, personale, al di fuori d’ogni binario prefissato. L’interdisciplinarietà e la marginalità d’ogni operazione è assoluta, con tutti i risvolti, negativi e positivi, insiti nell’operazione stessa; la barriera autore/fruitore crolla definitivamente in quanto il destinatario è stimolato a sua volta a rispondere in maniera creativa, se viene a mancare l’andata e ritorno il messaggio perde di valore, se un anello della comunicazione s’interrompe anche la mail art s’interrompe, essa sussiste se è solo nei due sensi e se poi l’arte postale non circola, non è fruita, pian piano essa muore. Invii postali, cartoline, xerox, poesie visive, fax, messaggi che navigano in internet, fanzine, ingolfano l’etere, i cavi ed i sacchi dei nostri già affaticati postini, così si scriveva almeno fino a qualche anno fa; anche se è impensabile poter effettuare un censimento globale della mail art, la sua popolazione è stata stimata da Michael Crane e Mary Stofflet in Corrispondence Art, aggirarsi attorno dalle dieci alle ventimila unità nel periodo della fine degli anni settanta. Se teniamo conto che il numero di esposizioni, progetti e praticanti è certamente aumentato nel corso del decennio successivo che segna il periodo di massima espansione della mail art, segnando il passo solo in questi ultimi anni, non dovrebbe esser troppo lontano dal vero una stima complessiva di almeno cinquanta o centomila individui che per periodi più o meno brevi di tempo hanno fatto parte della rete postale, questo almeno è quanto afferma Vittorie Baroni. Un numero certo troppo elevato per un qualsiasi gruppo o movimento artistico che voglia presentarsi con una sua precisa e unitaria identità, ma anche un numero, in fin dei conti risibile rapportato alla popolazione del pianeta se vogliamo considerare l’arte postale alla stregua d’un fenomeno culturale.
Se vogliamo invece considerarlo anche in prospettiva statistica, la mail art è qualcosa d’indefinibile che si colloca a metà strada fra due estremi con sue caratteristiche peculiari: è molto di più d’una confraternita d’amici di penna, ma molto di meno di una moda planetaria, risulta impossibile da censire materialmente – chiunque può inventarsi o scoprirsi mailartista – anche se a ben vedere sono poche centinaia i networker rimasti attivi in rete per più di un decennio o addirittura poche decine quelli attivi per due decenni o più. Uno sguardo d’insieme sulla metamorfosi avvenuta nella scena mailartistica dalle origini ad oggi può servire a questo punto per dissipare qualche dubbio sulle reali dimensioni del fenomeno. Lasciando da parte i precursori, di cui fin troppo si è detto, l’arte per corrispondenza degli anni ’60 è un’attività quasi carbonara, che si sviluppa più o meno contemporaneamente in diverse parti del globo, soprattutto grazie alle liste FLUXUS sia in Europa sia negli USA, alle reti di corrispondenza tessute da Ray Johnson, e i contatti fra poeti sperimentali nell’America Latina. Il fatto che non esistessero ancora modelli a cui conformarsi, rende la mail art di questo decennio, estremamente varia, fresca e imprevedibile. Il numero relativamente ridotto di praticanti permette di mantenere alto il livello di comunicazione personale, lo scambio intimo e approfondito. Questi primi praticanti lo sperimentalismo intermedia, si considerano artisti tout court che usano anche il mezzo postale, a fianco di numerosi altri. Le posizioni mutano con le prime grandi esposizioni degli anni ’70, che agiscono come veri e propri virus, contagiando e ispirando decine di nuovi praticanti. Il processo poi si replica a catena, dando vita ad una seconda generazione di operatori che non hanno problemi ad autodefinirsi specificatamente artisti postali.
Si consolida così una serie di consuetudini per quanto riguarda l’organizzazione di mostre e progetti, cominciano a distinguersi autori specializzati in particolari aspetti dell’attività postale: timbri, francobolli, cartoline, buste, ecc.
Prende forma anche lo spirito di rete, il senso d’appartenenza ad una comunità internazionale con la formazione di numerosi gruppi e sottogruppi ad imitazione della New York Correspondance School. Dopo la metà degli anni ’70, parallelamente all’esplodere del fenomeno punk, inteso nel suo complesso di ramificazioni sub-culturali, grafico-visive e comportamentali, oltre che come corrente musicale, l’arte postale subisce una graduale, ma sostanziale trasformazione: da espressione in fin dei conti coltivata da una più o meno cerchia d’artisti e poeti professionisti e semiprofessionisti, si passa ad una pratica allargata che coinvolge migliaia di persone dei più diversi strati sociali col conseguente disturbo di un buon numero d’artisti e pionieri del genere, che non vedono di buon occhio questo processo di popolarizzazione. La crescita del numero di operatori si accompagna ad una progressiva diffusione dei contatti in paesi diversi da quelli ove la mail art ha avuto origine. Negli anni ’80 mentre nell’arte ufficiale, dopo le eccentricità dei due decenni precedenti, le redini tornano saldamente in mano ai mistificatori delle leggi del mercato, critici, galleristi, mafie culturali, ecc., con un reazionario ritorno in auge della pittura da cavalletto, transavanguardie, ecc., la strada della mail art diverge sempre più da quella delle biennali, piene di tele gigantesche e costosissime, ma prive di aura, cercando invece spazi in aree spiritualmente più affini, privilegiando sempre la propria miniaturizzazione del mondo all’insegna del "piccolo è bello". Con un’età media dei praticanti che da 30, 40 dei decenni precedenti, tende ad abbassarsi sui 20, 30 e anche meno, la terza generazione di arte postale s’avvicina a quelle sub-culture giovanili che hanno mantenuto in vita attitudini di ricerche interdisciplinari: il mondo delle fanzine autoprodotte, delle etichette musicali indipendenti, della small press alternativa, circuiti d’autori impegnati in tendenze artistiche messe in disparte dal mercato, quali body art, performer, copy art, video art, poesia visiva e concreta, ecc. fino alle nascenti comunità di hacker e navigatori (cow boy) del cyberspazio.
19 September 2008
CALL FOR PARTICIPATION - Falco subbuteo subbuteo (The Hobby)
This is mail art in that it uses mail, but it's different from most of the calls for mail art that I've seen, as follows:
a) it's for an existing artwork rather than a mail art show per se
b) it's directed and therefore compromised
But this still involves postal mail, rather than e-mail, because a made mark on a piece of paper is de facto required. I suppose you could do this digitally by altering/wrecking the pdf if the fancy so takes you, but... Here goes - I would positively welcome mail response to add to an ongoing artwork called Falco subbuteo subbuteo (The Hobby). It's about birdwatching (and art). And football.
If you are really up for it, by all means make a number of marks on the paper, at no cost to you beyond your time and inclination. Or make just one (mark). Or whatever. And if you're really worried about identity, just make up a name and address. But I need people to enter some sort of details there or the work begins to disappear.
For those of you interested, this work will feature in a large group show called The Animal Gaze that I've also curated (full now, I'm afraid), alongside a university symposium on the subject. Mail art or not, I'm always interested in looking at new ideas/work from artists whose subject is animals. So if you know of anyone like this, contact me from The Animal Gaze website...
For those of you with the time, here's a non-academic, non-art-theory text about figuration and animals. It's published on the back of some of the completed mail-pieces currently sitting in a pile on a table beneath the image in my studio.
Taken from an appendix to the wildlife guide Birds & Mammals of Crete by George Sfikas (1989), under the heading ‘Problems of Illustration’.Mr Sfikas sums it up - as good a guide as any, I think.
The greatest problem that I had to face in order to complete this book was the illustration. Unfortunately, I had in my hands only a small part of the necessary photographic material mine or borrowed by my friend Triantaphillos Adamokopoulos. To collect photos for covering the needs of such a book would demand plenty of means (telephocus etc.) as well as some years of work in the country. But the necessity of issueing a book for the birds of Crete the soonest possible, made impossible, at least for the present moment, the following of this method.
The case of buying some slides from Greek or foreigner ornithologists to take photographs of birds since many years was excluded from the very beginning as the cost of the book should be increased too much and its issue should not be profitable.
Naturally as a painter I could find refuge in the solution of the painting illustration. Although, it would demand work of at least three years, which should be paid, increasing again the cost of the entire issue.
In front of this impasse, I took refuge in the only realizable solution, under these conditions, that means the solution of photomontaz. I cut very carefully pictures of birds and mammals from different books and putting it on a suitable background photograph, looking like their natural environment I photographed it again with slides. I achieved in this way an enough satisfactory result. The most important is that this result cannot be considered to be “robbery” as there is a reformation and a creation of a new photograph.
The 90% of the pictures in this book are result of photomontaz system. The rest of the pictures are real photographs of alive or embalmed mammals or birds. The name of the owner is referred under the photographs that are not mine.
And if you do complete the pdf and send it to me, well - thank you for your time and generosity.
Regards,
Rosemarie McGoldrick (Shacklewell)
www.animalgaze.org
www.mcgoldrick-art.org
20 August 2008
Change Through Art
A friend of mine is the director of a non-profit organization called ART180 and they have a really terrific fund raiser going on. I recently spoke with her she thought it'd be great if people sent in art work even if they couldn't donate money. All work will be exhibited. Check out their site: ART 180
The theme is: How can I make my community a better place.
Size: 2.5" x 6.10" (6.5 cm x 15.5 cm)
medium: any
deadline: 10.10.2008
send to: ART 180
0 e. 4th street, studio 56
RICHMOND, VA 23224 usa
You can see some recent entries here.

